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Eterno ritorno: Before Sunset.

di Massimo Capuano · 14 febbraio 2026 · 2 min
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Secondo film della trilogia, Before Sunset rappresenta il capitolo centrale, e forse più intenso, del percorso iniziato con Before Sunrise e concluso con Before Midnight. Diretto da Richard Linklater, il film ritrova Jesse (Ethan Hawke) e Céline (Julie Delpy) nove anni dopo il loro incontro a Vienna, questa volta a Parigi, in un tempo narrativo che coincide quasi perfettamente con la durata reale della pellicola.

Quando Jesse e Céline si incontrarono per la prima volta, a metà degli anni Novanta, le poche ore spontanee trascorse insieme cambiarono la loro vita. Nove anni dopo, Jesse è in Francia per presentare un romanzo ispirato proprio a quella notte viennese; al termine dell'incontro, tra il pubblico compare Céline. Il loro ritrovarsi è improvviso e carico di tutto ciò che non è stato. Con poche ore a disposizione prima che Jesse debba tornare negli Stati Uniti, i due iniziano a camminare per le strade di Parigi, parlando senza sosta. Durante la loro passeggiata lungo la Senna riaffiorano ricordi, rimpianti e domande mai fatte: ora Jesse è sposato e ha un figlio, Céline è impegnata politicamente ma sentimentalmente disillusa. Il dialogo, leggero e ironico in superficie, si fa progressivamente più intimo e vulnerabile, fino a rivelare che quell'incontro non è solo una coincidenza.

Linklater segue spesso i due protagonisti in lunghi piani sequenza, lasciandoli apparentemente liberi di fluire in un dialogo naturale ma in realtà fungendo da loro ombra per tutto il film. L'idea del film non è presentare l'amore assoluto e idealizzato dell'incontro giovanile, né quello istituzionalizzato e compromissorio della vita adulta: è piuttosto la consapevolezza che alcune connessioni non si esauriscono e non si sostituiscono. Jesse e Céline parlano delle loro vite come se fossero andate avanti, ma ogni frase lascia intuire che nulla è stato davvero superato: il tempo non ha cancellato ciò che è accaduto a Vienna, ma lo ha sedimentato. Ogni storia che si chiude lascia uno strascico, una traccia che continua a modellare le relazioni successive. Jesse ha costruito una famiglia, Céline ha scelto l'impegno e l'indipendenza, ma entrambi sembrano abitare una zona intermedia, come se una parte di loro fosse rimasta sospesa in quella notte viennese.

Nell'appartamento di Céline, tra musica e leggerezza, la tensione accumulata si scioglie in un momento di intimità che non ha bisogno di dichiarazioni esplicite. Jesse, che dovrebbe partire, resta. E proprio lì interviene l'unica dissolvenza del film, che interrompe il fluire continuo dei piani sequenza.

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