Il Matrix ante litteram: la bellezza di Ghost in the Shell.

L'esistenzialismo di Mamoru Oshii prende forma nella sua opera più importante, un thriller cyberpunk che vede come protagonista il maggiore Kusanagi, un'eroina atipica che tramite il suo guscio tecnologico cerca la propria identità. La protagonista è una donna sensibile, forte e fiera del suo corpo meccanico, ma allo stesso tempo inerme di fronte alle sfide che le propone la sua mente, quesiti che la portano a dubitare del suo ruolo nel mondo e a interrogarsi sul futuro della sua specie (emblematico è il dialogo con il "Burattinaio").
Il film immagina un futuro tetro basato sull'automatismo e la rapidità di pensieri e azioni, ma lascia spiragli di luce inserendo una figura come quella di Batou, braccio destro di Kusanagi che si rivelerà fondamentale per instaurare un dialogo tra la protagonista stessa e il Burattinaio, rappresentazioni di due epoche distanti tra loro ma pronte a unirsi per il proseguimento della specie. L'intera pellicola è scandita dalle musiche di Kenji Kawai, che trasmettono a pieno il senso di trasparenza e solitudine provato dai personaggi, sentimenti che rispecchiano a pieno la condizione mentale del popolo giapponese dell'epoca, la cui tranquillità era fortemente minata da una tremenda crisi economica.


