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Caduco: Il Settimo Sigillo.

di Rosario Reitano · 2 luglio 2026 · 5 min
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Parlare di un’opera così importante nella storia del cinema non è mai così semplice.
 È una pellicola che ha bisogno di una svariata serie di visualizzazioni, di riflessioni, da cui ne tiri fuori sempre aspetti diversi. Per parlarne infatti mi son preso qualche giorno, per cercare di assimilare bene quanti più significati possibili, cercando di riflettere bene cosa ne penso a riguardo.
 Da grande amante della musica, mi è capitato di trovare tracce musicali che potessero essere una similitudine a ciò che penso e ciò di cui parla questa pietra miliare del cinema…

That's me in the corner

That's me in the spotlight

Losin' my religion

Tryin' to keep up with you

And I don't know if I can do it

Oh no, l've said too much

I haven't said enough

Losing My Religion - R. E. M.

Nonostante Michael Stipe, Frontman della Rock Band, in questa traccia parli più per un’aspetto romantico che di fede; mi piace pensare che Antonius Block se fosse vissuto ai tempi d’oggi, avrebbe questa traccia nella sua playlist personale, in loop continuo mentre affronta le sue battaglie giornaliere. 
Ma Ahimè è solo una mia fantasia, visto che il nostro cavaliere, nonché protagonista dell’opera (Interpretato da un giovanissimo Max Von Sydow, praticamente perfetto), ha trovato il suo modo di esistere in un epoca totalmente diversa dalla nostra.
 Una Svezia Decimata dalla Peste che avanzava a ritmi incalcolabili, dove i prodi uomini andavano in guerra nel nome di Dio, richiamati dal cristianesimo come arma per creare vittoria e spargere il nome dell’onnipotente in tutto il globo.
 Una Missione dettata dalla sete di governare più che dalla fede in se, una sete che ha ucciso milioni e milioni di persone innocenti per una volontà inesistente di un dio che fa dubitare i propri fedeli della propria esistenza.
 Ed è proprio qui che inizia la pellicola, con il nostro cavaliere, che dal ritorno da questa aberrante sfida, si ritrova davanti solo disgrazie, con la morte che viene a fargli visita, ma lui ha troppe domande irrisolte per lasciare così la vita terrena, e sfida la morte nella famosissima Partita a scacchi per provare a guadagnarsi il tempo necessario per trovare le giuste risposte ai suoi dilemmi interiori.

lo sono vita e come vita io sono caduco

Materie in un corpo, quindi mi sento saturo

Fisica dell'atomo e lo so di essere vacuo

Il Filmografo - Kid Yugi

Ed è qui che Antonius fa i conti con la realtà, con ciò che lo circonda. 
Il suo paese natale è decimato da una peste incallita, i preti bruciano e torturano una povera donna che etichettano come strega, usandola come capo espiatorio della causa di tutto questo male che avvolge il villaggio; chi aveva consigliato di scendere in crociata, adesso saccheggia le abitazioni delle famiglie morte.
 Il nostro protagonista fa da viandante per noi spettatori di uno spettacolo osceno, da cui lui stesso cerca di capire il perché di certe azioni, cercando di trovare la fede necessaria, che però non riesce a giustificare.
 E lui non accetta di non trovare una risposta alla domanda “Cosa c’è dopo la morte? ”
C’è davvero un dio che ti accoglie calorosamente in paradiso?
 O esiste un purgatorio per scontare tutto il male che hai fatto in vita?
 E se in realtà non ci fosse nulla ad aspettarci? Se ci fosse solo un nero infinito da cui non si può tornare? 
Sia Block che tutti noi ci facciamo queste domande, ovviamente tutte senza risposta. 
E ci intestardiamo a trovare per forza la soluzione più giusta per ciò che pensiamo, senza sapere però la verità.

Vivere o sopravvivere

Senza perdersi d'animo mai

E combattere e lottare contro tutto contro

Oggi non ho tempo

Oggi voglio stare spento

Vivere - Vasco Rossi

E poi ci sono Jof, Mia e il loro piccolo Mikael, che nonostante tutte le avversità che affrontano, hanno sempre il sorriso stampato in viso e decidono di “Vivere” un po’ come fa Vasco (Senza il suo storico lifestyle, sia chiaro).
 Decidono di dare priorità a se stessi, di godersi i momenti all’aperto, di fare i loro spettacoli senza pretese, e soprattutto di condividere la genuinità di ciò che hanno, anche se poco, con le persone vicine.
 Basta una grande ciotola di latte, un cestino pieno di fragole per alleggerire i momenti di vita odierna. 
Assaporando ciò che questo mondo può offrirci, essendone sempre grato e riconoscente.
 A loro il tenore di vita borghese non interessa, non interessa porsi il dilemma di cosa c’è dopo la morte. 
Temono la morte solo perché non si potrebbero godere più tutte le esperienze che non hanno ancora raggiunto e provato.
È questa l’unica cosa che li contraddistingue dagli altri personaggi all’Interno della pellicola, il non curarsi di ciò che viene dopo ma dare precedenza al presente e usufruirne nel miglior modo possibile.
 Ed anche se provi a guadagnare tempo sulla morte, il cupo mietitore prima o poi verrà a prenderti.
 Impariamo a goderci un po’ più la vita, non facciamoci spezzare i nostri sogni da un lavoro limitante o da pensieri intrusivi. Cerchiamo di danzare prima che la morte arrivi, non solo nel mentre…
Perché siamo tutti caduchi, siamo tutti granelli di sabbia in una grandissima spiaggia chiamata “Esistenza”.
 Tanto vale goderci ciò che abbiamo la possibilità di vedere, di esplorare e di provare.
 Vivi, perché la morte non aspetta. 
E vivi perché...

Born, born, born

(Born to be alive)

It's good to be alive

To be alive

To be alive

It's good to be alive

To be alive

To be alive

It's good to be alive

Born To Be Alive - Patrick Hernandez.

Verdetto in tre righe
Un’opera immortale che non offre risposte, ma insegna il valore di continuare a cercarle. Un viaggio sulla fede, sulla morte e sul significato della vita che continua a parlare a ogni generazione.

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