Meravigliosa Monotonia: Paterson.

Molte volte capita di pensare a quanto sia importante vivere instancabilmente, senza fermarsi mai, cercando sempre qualcosa di più folle di quanto fatto prima, ma spesso, ci si dimentica della dolce e cullante semplicità di una meravigliosa quotidianità. In un mondo che corre sempre più velocemente, non lasciando neanche il tempo di capire cosa sia giusto e cosa no, quella normale e forse noiosa routine giornaliera diventa in qualche modo un rifugio, dove ci si sente in pace, dove basta poco, guardandosi intorno, e capire di avere già tutto, senza necessariamente scalare le montagne più ripide ed innevate, o nuotare nel mare più profondo e burrascoso, per stare bene.
Jim Jarmusch è magistrale nel saper dire tanto in un film dove non succede relativamente nulla, che ci catapulta in una settimana nella vita di Paterson, interpretato da un misurato e pacato Adam Driver, che vive, guarda caso, nella città di Paterson. Nelle sue giornate molto simili, il protagonista segue i suoi soliti impegni, svolgendo il lavoro di autista, vivendo con la sua esuberante e creativa compagna, uscendo tutte le sere per portare a spasso il loro cane, fermandosi al bar di fiducia per una birra, ed in tutto questo tempo, scrivendo poesie sul suo taccuino; insomma, una vita qualunque, di una persona come molte altre, ed è proprio per questa genuina umanità e realismo, che il film riesce nel suo intento di scavare in profondità e colpire.
Nella sua leggera messa in scena, la pellicola scorre piacevolmente, cullando l'atmosfera tra poetica e malinconia, in righe senza rime che raccontano di giornate per molti così inutili ed insipide, eppure, per tanti altri, così speciale, uniche, ed in qualche modo, vive. Si può vivere in vari modi, la soggettività vigerà sempre: c'è chi ha il perenne desiderio di conquistare il mondo, andando dovunque, senza meta o destinazione, ed è bellissimo, ma ciò non deve necessariamente essere implicata come un'ambizione collettiva, perchè ad alcuni, basta tornare a casa, addormentarsi nel proprio letto, magari accanto alla propria metà, o semplicemente nella dimora dove si è cresciuti, e sapere che attorno, hai qualcuno che ti ama e ti apprezza.
Il film riflette sulle piccole cose, sulla normalità di una città dove si conoscono tutti e dove non succede chissà che cosa, e sebbene non ci sia dato sapere se quel velo malinconico che avvolge Paterson rappresenti effettivamente del rimpianto, non importa, perchè l'importante non è come scegli di vivere i tuoi giorni, ma quanta importanza dai ad ognuno di loro e a chi ne fa parte.


