Contro la morale del gregge: Dogville.

Presentata alla 56ª edizione di Cannes, la pellicola fu ideata come primo tassello di una trilogia sugli Stati Uniti d'America (poi mai completata e ridotta a dilogia), criticandone le ipocrisie e le contraddizioni. Dogville segue le vicende di Grace, interpretata da una splendida Nicole Kidman, misteriosa ragazza in fuga nell'omonima cittadina, braccata da gangster a loro volta avvolti nell'ignoto. Grace stringe una relazione con Tom, filosofo dalla personalità riflessiva e arrogante, mentre cerca di fare breccia nell'esigua popolazione di Dogville. Da qui incomincia un'escalation di violenze e vessazioni nei confronti di Grace, che spezza la placidità dei primi capitoli.
Lars von Trier partorisce un'opera audace che, grazie alla quasi totale assenza di scenografie, oscilla tra lo schermo cinematografico e il palcoscenico teatrale, focalizzando l'attenzione sui gesti e sulle relazioni dei personaggi. L'ambiente, già di per sé alienante, viene esasperato da una regia rapidissima, strutturata tramite carrellate e zoom nonché da un uso ossessivo della macchina a mano. Il regista, perseverando nel suo ruolo di intellettuale sui generis, scava nell'animo puritano statunitense, costellando la pellicola di riferimenti cristiano-cattolici, smontandone l'ipocrisia e la debolezza morale.
Si potrebbe offrire un'interpretazione che viaggia su due piani: uno sociale e uno spirituale. Con il primo si potrebbe dire come Lars von Trier metta a nudo la xenofobia, la psicosi della proprietà privata, l'ignoranza e l'autoinduzione di bisogni superflui terminante nello schiavismo: tutto ciò, indissolubilmente legato alla violenza prevaricatrice, viene presentato come specificatamente statunitense e rigettato in toto dal nichilismo del regista. Da un punto di vista biblico-spirituale, invece, si può notare come Grace altro non sia che la Grazia divina, inviata dal padre, emblema del potere assoluto, per redimere caritatevolmente Dogville. Una volta stuprata e soverchiata, Grace acquisisce maggiore coscienza, senza però mai affrancarsi dalla sua missione morale nel tentativo di cercare qualcuno dal cuore puro.
Sconfitta la morale del gregge, l'autore mette in scena la distruzione di Sodoma, dove avviene finalmente la catarsi dello spettatore, capace ora di abbracciare l'etica nichilista. Al di là della naturale difficoltà di visione, Dogville resta un anelito rivoluzionario, esasperatissimo e apocalittico.

