L'amore unilaterale: Manhattan.

Ambientato nella città che dà il titolo al film, Manhattan è molto più di un semplice ritratto della vita a New York: è una riflessione profonda sull'amore, sulle aspirazioni personali e sulla complessità delle relazioni. Ogni scena del film è iconica: le inquadrature raffiguranti lo skyline mozzafiato e i vivaci bar newyorkesi catturano l'essenza vibrante e dinamica della città. Il bianco e nero di Allen aggiunge un'atmosfera di intimità e nostalgia, permettendo al pubblico di immergersi completamente nel mondo del protagonista: Isaac Davis, cinico scrittore alla disperata ricerca di stimoli e risposte nella sua caotica vita, ha una relazione con la giovanissima Tracy. Parallelamente, il migliore amico di Isaac, Yale, sta attraversando un periodo di incertezze e dubbi: nonostante sia sposato con Emily, si è affezionato a un'altra donna, Mary Wilkie, una giornalista sofisticata, presuntuosa ed estremamente acuta, interpretata dalla meravigliosa Diane Keaton.
Lo spettatore, grazie al ritmo incalzante e al magnetico bianco e nero, si trova perfettamente immerso nella malinconica e decadente New York: Allen riesce a inserire il pubblico nella narrazione e a rendere la città personaggio a sé stante, non un semplice sfondo.
L'epilogo dell'opera, sicuramente una citazione di Luci della città del maestro Chaplin, è un grande insegnamento che la piccola Tracy decide di dare a Isaac: le relazioni, amorose e non, si creano tra due persone e per questo "bisogna avere un po' di fiducia nella gente". Non esistono relazioni unilaterali: esiste il confronto e la comprensione. L'amore si fa in due.


