Osservare: Profumo di donna.

Tratto dal romanzo "Il buio e il miele" di Giovanni Arpino, Profumo di donna è un lungometraggio diretto dal regista milanese Dino Risi, tra i massimi esponenti della commedia all'italiana. Il film segue il viaggio di Fausto, un ex capitano dell'esercito italiano rimasto cieco e mutilato a causa di un incidente, da Torino a Napoli, accompagnato dalla giovane recluta Giovanni Bertazzi, interpretato da Alessandro Momo. Fausto è interpretato magistralmente da Vittorio Gassman, il quale, grazie alla sua performance, vinse il premio per la miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes del 1975.
Il protagonista è un personaggio complesso, corroso dalla frustrazione e dal senso di pietà che gli viene trasmesso dalle persone attorno a lui: Fausto è un uomo duro e disilluso, il cui sarcasmo maschera una profonda sofferenza. La satira del film, espressa dal costante confronto-scontro tra i due "amici", permette allo spettatore di percepire il dolore taciuto del protagonista, con momenti di ilarità che stemperano la tensione drammatica. Genova e Roma sono tappe significative di questo viaggio, simboliche dell'accettazione e della consolazione nel tragitto verso la morte. A Genova, Consolo ha il suo ultimo rapporto sessuale con una prostituta, mentre a Roma cerca la benedizione del cugino prete per ottenere assoluzione spirituale prima del suicidio pianificato. Tuttavia, il tentativo di suicidio fallisce e Fausto raggiunge una nuova consapevolezza, accettando la sua condizione e cedendo all'amore della giovane Sara, interpretata da Agostina Belli.
Il personaggio di Fausto Consolo è una novità nel panorama cinematografico dell'epoca: un cieco burbero e irriverente che non si arrende alla sua condizione. Risi stesso definì l'opera una "salutare dichiarazione di debolezza" nella sua carriera di umorista cinico. Il film si conclude con un lieto fine agrodolce, lasciando nello spettatore un senso di amarezza nonostante la risoluzione positiva, ed è un esempio magistrale di come la commedia all'italiana possa tingersi di tristezza e angoscia, pur confortando lo spettatore con un lieto fine romantico. L'opera si inserisce perfettamente nella filmografia di Risi, un regista noto per il suo gusto verso un umorismo piuttosto cinico e per la sua capacità di dare voce ai disperati e disillusi.


