Metal industriale e uomini pesce: La casa dei 1000 corpi.

Come esordio alla regia, il fondatore dei White Zombie si cimenta in un film di genere a metà tra l'encomio ai classici dell'horror e la pura, visionaria sperimentazione. Nel Texas degli anni '70, un gruppo di giovani inizia una ricerca sul Dottor Satana, fantomatica e leggendaria figura scoperta tramite Captain Spaulding, un pagliaccio proprietario di un piccolo e folcloristico negozio.
La pellicola presenta un controllato e appassionato citazionismo verso i maestri dell'orrore (Tobe Hooper, Dario Argento, Lucio Fulci…), senza però intaccare la totale anarchia registica di Rob Zombie, capace di regalare una concatenazione allucinante di scene gore e ironiche. Infine, proprio grazie a questo humor sadico, l'autore riesce a insinuarsi ancora più in profondità nello spettatore, instillandogli una sensazione di voyeurismo disagiante.
Sotto una coltre di sangue e tensione è possibile quindi comprendere, anche alla luce dei tanti discorsi sediziosi di Otis, il vero ammonimento dell'opera: mai rendere il male pop e goliardico, prima che esso stesso si riversi nella quotidianità. Menzione obbligatoria alle splendide musiche dello stesso regista, le quali dimostrano la complicità perfetta tra la sua attività musicale e quella cinematografica.


