Quei bravi nazisti: Norimberga.

Dieci anni dopo Truth (2015), James Vanderbilt torna alla regia proponendo un adattamento del libro di J. El-Hai, "Il nazista e lo psichiatra". Il film ripercorre le vicende del processo di Norimberga dal punto di vista del giovane psichiatra Douglas Kelley (Rami Malek), chiamato a svolgere una perizia dei 22 gerarchi da processare. Tuttavia, non seguendo gli ordini dei suoi superiori, entra in confidenza con il Reichsmarschall Hermann Wilhelm Göring (Russell Crowe), con l'obiettivo di pubblicare un libro che delinei la forma mentis nazista.
Nonostante la complessità del tema, il film non cerca di perseguire l'accuratezza storica, rivelandosi, a tutti gli effetti, un action movie. Gli aspetti introspettivi messi in luce nel libro originale vengono trascurati a favore di una costruzione in cui prevalgono dinamismo e spettacolarizzazione. La rappresentazione degli alti tenenti nazisti risulta così opaca e superficiale, offrendone una generosissima umanizzazione e portando in secondo piano le atrocità da loro commesse. Anche il ritratto etico del collegio giudicante risulta ambiguo: la ricerca spasmodica dei capi d'accusa, basati in realtà su leggi inesistenti, si scontra goffamente con la realtà dei crimini di guerra commessi dagli alleati stessi.
Da un punto di vista tecnico, il film è scorrevole e tutto sommato godibile, in quanto assimilabile a un cinecomic per frenesia di montaggio e per scelte cromatico-stilistiche "cartoonesche".


